24 Aprile 2008

GIORNALISMO:
IL PESO DELLE PAROLE

 

“Il giornale è come una cattedrale che si edifica ogni giorno”
(E. Mauro)

 

All’interno del rapporto tra giornalismo e potere, quest’ultimo inevitabilmente è avversario del primo, ma il giornalismo sente sempre di più la necessità di definirsi autonomo rispetto al potere sia esso politico o economico.
È innegabile che nel mondo occidentale sono sempre stati stretti i legami che hanno unito i media a gruppi economici e interessi politici.
Quindi a quali criteri etici i giornalisti sono chiamati a rispondere? Fondamentalmente a due: i giudizi devono essere subordinati alla verità dei fatti e non si deve mai stimolare l’odio verso chi la pensa diversamente.
Il giornalista deve trasformarsi in un militante di una causa o deve porsi con quel tanto di distacco critico che gli permetta di vedere i fatti sia con gli occhi sia con il cuore?
Come ogni buon artigiano, anche il giornalista, da professionista delle parole, trova la sua maggior soddisfazione nel lavoro ben fatto, perché ogni giorno occorre realizzare un giornale che assomigli alla giornata appena trascorsa e la giudichi. Un giornale deve fornire al lettore le chiavi di lettura per capire la società e il mondo.
In un momento storico in cui i mass-media riescono ad influenzare pesantemente l’opinione pubblica, quale verità nel quarto potere?
In questa serata saranno messi a confronto i giornalisti delle principali testate nazionali e locali, nel tentativo di evitare i due pericoli incombenti nell’uso dell’informazione giornalistica e televisiva: la banalizzazione mediatica e l’ipocrisia ideologica.

Interverranno: Paolo Di Giannantonio (Inviato TG1), Franco Di Mare (Conduttore Rai 1), Tiziana Ferrario (Inviata TG 1)
Modera: Prof. Mariano Beltrame

 

 

Prof. Mariano Beltrame Franco Di Mare Paolo Di Giannantonio Tiziana Ferrario

 










 
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