Programma Incontri 2012

patrocini

L’uomo è fondamentalmente orientato verso il futuro, anche quando la sfiducia e i capovolgimenti storici vorrebbero convincerlo che il futuro è impossibile e illusorio.

Sono i desideri che lo spingono a superare i limiti della propria condizione e a impegnarsi a realizzarli nella realtà. Portato da questo impeto egli agisce, lavora, crea.
Un segreto ardore lo trascina verso qualcosa d’altro e di nuovo.
Essere uomo significa non fermarsi, avere qualcosa da fare, essere alla ricerca di… Perciò l’esistenza umana viene vissuta il più delle volte come un compito da assolvere, come possibilità da realizzare, come vocazione da vivere, come appello al quale rispondere.
L'uomo investe tutto se stesso nell’interagire con la realtà, a operare affinché essa risponda alle sue esigenze e ne diventi in qualche modo lo specchio.
Questo è normalmente evidente nell’arte, più nascosto nell’economia, ma l'organizzazione economica, in quanto espressione governata e critica del lavoro umano, non può sottrarsi a questa esigenza nella realizzazione del bene comune.
Le forze che muovono la storia sono davvero le stesse che muovono il cuore dell’uomo?
L’esistenza non può quindi essere vista come un impulso ceco che ci trascina, e nemmeno dominata da “un dovere spersonalizzato” è invece mossa da un desiderio che si rivela inesauribile e che apre un futuro senza frontiere.

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